Cos’è una custom bike?

Si definisce custom bike un tipo di moto che, dopo essere stata sottoposta a lievi o rilevanti modifiche/trasformazioni, si discosta dai modelli di serie. Sia attraverso semplici modifiche dell’estetica che attraverso la creazione personalizzata di telai, modifiche al serbatoio, la trasformazione delle forcelle (per esempio per gomme posteriori più larghe) o verniciature particolari, nella pratica comune si ottiene un pezzo unico.


Ci sono molti tipi differenti di custom bike. I più conosciuti comprendono chopper (svedesi), cruiser, bobber, cafe racer, streetfighter, rat bike e bike a tema, da board track e dirt track, ecc.



Streetfighter

Lo streetfighter è una moto generalmente rivestita in serie, dotata di un motore potente e spogliata quasi completamente del proprio rivestimento. Una tipologia di streetfighter viene denominata anche “naked bike” ed è caratterizzata da un modo di presentarsi decisamente aggressivo, a livello sia estetico che acustico.


Cafe racer

Le cafe racer sono moto di serie per tutti i giorni trasformate in moto sportive o da corsa, le cui origini risalgono agli anni ‘60. In questi anni i rocker si incontravano regolarmente nelle metropoli come Londra (qui: davanti al leggendario Ace Cafe), dove con le loro corse (le cosiddette streetraces) non solo rendevano pericolose le strade, ma gettavano le basi degli odierni eventi Endurance.


Ratbike

La storia della Ratbike è tanto vecchia quanto quella della moto stessa. Il concetto di “ratto” (in inglese “rat”) è stato accostato alle moto per la prima volta negli USA. I braccianti e i lavoratori agricoli americani dovevano spesso percorrere lunghi tragitti. Sempre a corto di soldi, erano felici di avere una vecchia Harley rattoppata già un numero imprecisato di volte; carichi di tutti i loro averi, i “ratti” si spostavano allora di fattoria in fattoria. Oggi come ieri, queste bike sono da ritenersi dei puri veicoli da strada. Si guidano tecnicamente fino al limite dell’usura, la pulizia e la manutenzione in pratica non esistono. Sono generalmente di colore nero opaco con più o meno ruggine. Le riparazioni sono in genere provvisorie, le trasformazioni o altre cose (per lo più folli...) sono libere. Alcune ratbike sono “cresciute” nel corso di molti decenni. Ai nuovi modelli viene data una spinta. Oltre alle relativamente poco spettacolari RAT PER TUTTI I GIORNI, con modifiche minime, esistono le spoglie NAKED RATBIKE, le DECORATED RATBIKE, completamente addobbate con ogni genere di immondizia, e le HARDCORE RATBIKE, radicalmente modificate (e in genere anche molto care).


Chopper

I chopper sono nati in California (intorno al 1948). La definizione indica quelle moto smontate di tutto ciò che al proprietario appariva superfluo, come per esempio la sella posteriore, il parafango e / o altri accessori. Il verbo inglese “to chop” significa “tagliare”. I chopper vengono suddivisi nelle categorie softchopper, chopper svedesi, factory-customchopper, customchopper, hardcore-chopper (estremamente modificate).


Chopper svedesi

Si definiscono chopper svedesi quelle particolari rielaborazioni in senso puristico-radicale. Nei chopper svedesi si rinuncia volutamente a tutti quei componenti come luci di posizione, tachimetro o freni della ruota anteriore. I cavi e le linee d’assi vengono nascosti (soprattutto all’interno del manubrio) in modo da non renderli visibili. In tal modo si focalizza l’attenzione visiva su quelle parti della moto che sono indispensabili per la guida.


Softchopper

Con il termine softchopper si definiscono quei chopper che negli anni ‘80 provenivano soprattutto dal Giappone. I costruttori cercavano di aggiungere i tipici componenti dei chopper alle normali moto di tutti i giorni (classici: manubrio più alto, predellino spostato in avanti, parti cromate e sissy bar), per renderle più interessanti agli occhi dei consumatori e più vicine al modello americano.


Cruiser

A partire dagli anni ‘90 vengono definite cruiser quelle moto le cui caratteristiche di design riconducono alle moto di serie americane di marchi come Harley-Davidson, Indian o Henderson. I segni distintivi degni di nota sono il passo lungo, le ruote larghe, i motori voluminosi e / o l’ampio manubrio.


Bobber

Il termine bobber fa riferimento al “bob”, ovvero la piccola e pronunciata curvatura all’estremità inferiore del parafango anteriore delle vecchie Indian e dei modelli Harley-Davidson. Oltre ad effettuare il tuning del motore, negli anni ‘40 e ‘50 una delle prime modifiche che gli appassionati di Harley-Davidson adottavano per rendere il loro veicolo più leggero e quindi più veloce, era quella di montare il parafango anteriore originale sulla gomma posteriore, girato all’indietro. Il parafango posteriore di serie veniva eliminato e la gomma anteriore rimaneva scoperta. Questo tipo di veicolo aveva il “bob” nella parte posteriore e per tale ragione prese il nome di bobber. Il procedimento per trasformare una moto in un bobber veniva chiamato colloquialmente “Bob-Job”.


Board track-Racer

La Board-Track-Racing era una famosa competizione motociclistica che si svolgeva negli USA all’inizio e alla fine degli anni’20. Le gare si disputavano in genere su circuiti ovali (definiti motodromi) la cui superficie era rivestita in legno. Le moto erano economiche. ma necessitavano di molta manutenzione tecnica.


Bike a tema

Con il termine bike a tema si definisce una custom bike che, attraverso rielaborazioni artistiche, viene orientata verso un tema particolare / speciale. In questo modo sono state create ad esempio moto ispirate ai vigili del fuoco che, decorate per mezzo di lamiere striate, si rifanno all’autopompa. Spesso i committenti delle bike a tema sono grandi aziende o personaggi importanti del cinema, dello sport o della musica, considerato che questo tipo di bike può diventare estremamente costoso in modo molto rapido.